COMUNICATO STAMPA del 31 gennaio 2005

"Qualche mese fa, un noto quotidiano, che per convinzione o per convenienza è vicino al centro-sinistra, intitolava a carattere cubitali: "Lavoro, lo scandalo degli invalidi, cancellati dalla graduatoria dell'ex collocamento 54mila disabili" ironizzando che tra gli 80 mila invalidi iscritti c'era un cieco che guidava e uno zoppo che correva.
Anche se fosse vero, sono i nomi e i cognomi dei medici che hanno diagnosticato tale invalidità da sbattere in prima pagina, e non infangare una categoria alzando dei polveroni per non fare emergere il vero scandalo.
Infatti il vero Scandalo è l'inefficienza della macchina amministrativa provinciale, che dopo oltre 5 anni dall'entrata in vigore della legge 68/99, che risale al 01/01/2000, finalmente è riuscita a pubblicare (a pagamento su un noto quotidiano) la graduatoria, tra l'altro incompleta.

L'Ass. Corrado Gabriele è solito ricorrere allo "scaricabarile" :

1) Per l'assurdo ritardo con il quale è uscita la graduatoria, scarica sull'Ass. Buffardi affermando
che ci sono stati anni di ritardo per la delibera sui criteri di formazione della graduatoria;
2 ) Per la mancanza della preventiva Diagnosi Funzionale prevista dalla legge 68/99 scarica
sull'Ass. Tufano e sulle ASL;

Su un altro noto quotidiano, l'Assessore Gabriele ammette che i suoi collaboratori hanno rovistato negli scantinati una montagna di fascicoli vecchi e logori dimenticati da anni (del precedente Governo Centrale), dai quali hanno dovuto ricostruire nel "caos" più totale la vecchia graduatoria legge 482/68.
Gli alti dirigenti del Collocamento Obbligatorio, suoi stretti collaboratori, si vantano anche di aver avviato al lavoro numericamente circa 1.000 Diversamente Abili, in base alla vecchia graduatoria legge 482/68.
Ma in nessuna occasione, dicono che questa totale assenza di trasparenza ha permesso di "pilotare" le assunzioni.
Anche i circa 4.000 Diversamente Abili avviati al lavoro nominativamente, apparentemente nel rispetto della legge 68/99, tramite le convenzioni, (nello stesso "caos"), sono stati facilmente manipolabili, in quanto mancava, e a tutto oggi manca, la preventiva diagnosi funzionale, che consiste in una valutazione quantitativa e qualitativa il più possibile oggettiva e riproducibile, di come la persona "funziona" per quanto concerne le sue condizioni fisiche, la sua autonomia, il suo ruolo sociale, le sue condizioni intellettive ed emotive, mentre il profilo socio-lavorativo, consiste nelle notizie ed informazioni utili per individuare la posizione della persona Diversamente Abile nel suo ambiente, la sua situazione familiare, di scolarità e di lavoro.
Tra l'altro va sottolineato che la diagnosi funzionale da punteggio nella graduatoria, così come previsto nella delibera dell'Assessore al lavoro della Regione Campania.
Solo con il profilo socio-lavorativo accompagnato dalla diagnosi funzionale è possibile valutare il "globale funzionamento" del soggetto.
Quindi l'assenza della diagnosi funzionale preventiva è stata colmata con diagnosi funzionali ad "hoc", che hanno dato la possibilità ad enti pubblici e grandi imprese di pilotare le assunzioni.
Inoltre, le convenzioni prevedono sostanziosi incentivi per chi le stipula, allungano enormemente i tempi di assunzione e nel contempo evitano le gravose sanzioni amministrative previste dalla legge.
Tutto questo sta avvenendo col tacito consenso di Sindacati ed Associazioni di categoria, presenti nella Commissione Provinciale per l'Impiego, che avallano questo squallido sistema.
L'A.N.I.D.A. Onlus è scesa in campo con una vera e propria task-force di giurilavoristi, medici, sociologi, economisti ed esperti del settore, per dire basta ai soprusi subiti in questi ultimi 5 anni.
Si farà promotrice per :

1) Impugnare la graduatoria

2) Citare per mancata opportunità lavorativa la Regione Campania.