COMUNICATO STAMPA del 25 marzo 2005
Collocamento
per i diversamente abili:
un'amara sorpresa nell'uovo di Pasqua
Denuncia
dell'Anida: Impossibile il ricorso contro le liste della Provincia di Napoli.
Le graduatorie sono blindate e la demagogia beffa migliaia di potenziali
lavoratori
"La Provincia di Napoli beffa 79mila persone: tanti sono i diversamente
abili napoletani impossibilitati a presentare ricorso al Tar contro la graduatoria
di avviamento al lavoro pubblicata dall'assessore Corrado Gabriele il 28
gennaio scorso. Gli ostacoli: costi altissimi, un ricorso alla portata solo
di ottimi avvocati, e i paletti della legge sulla Privacy". La denuncia
è di Giuseppe Sannino, il diversamente abile napoletano che guida
l'associazione Anida Onlus. "Nonostante le demagogiche rassicurazioni
sbandierate su un solo quotidiano napoletano due mesi fa, la graduatoria
è blindata, mentre trasparenza, legalità e facilità
d'uso sono solo un'illusione".
La denuncia dell'Anida Onlus è stata lanciata nel corso di una conferenza
stampa svoltasi questa mattina, venerdì 25 marzo, presso la sede
napoletana dell'associazione e arriva alla vigilia della scadenza ultima
per presentare ricorso contro la graduatoria, che, secondo la Giunta provinciale
di Napoli, è la massima garanzia di legalità del provvedimento.
"Esistono ostacoli insormontabili - spiega Sannino - di natura economica,
legale e burocratica, tali che di fatto nessun diversamente abile è
oggi in grado di presentare il suo ricorso al Tar contro la validità
della graduatoria. Quindi la Provincia potrà dormire sonni tranquilli,
le sue decisioni illegittime non potranno essere messe in discussione".
Chiunque voglia rivolgersi al Tar, spiegano i legali dell'Anida Onlus, deve
farsi assistere da un buon amministrativista, il quale dovrebbe farsi pagare
almeno la tariffa minima per un ricorso invece molto complesso. Per far
risparmiare ai diversamente abili, iscritti o meno all'associazione, l'Anida
Onlus ha messo a disposizione sul sito www.anidaonlus.it un ricorso che
chiunque può utilizzare.
Ma purtroppo, ciò non basta. Il ricorrente, infatti, per evitare
un sicuro rigetto, deve indicare almeno due contro-interessati, in pratica
i nomi di chi lo precede e lo segue nella lista. Ovviamente, per apprendere
i dati personali di queste persone, che per la legge sulla Privacy non sono
pubblici, occorre avviare una procedura di accesso agli atti, con il relativo
costo e dispendio di tempo. Il tutto entro i 60 giorni previsti, che scadono
appunto nei prossimi giorni.
"In
una situazione del genere - ironizza Sannino - solo i grandi nomi della
politica potrebbero procurarsi le password per accedere in pochi giorni
agli archivi informatici, come è accaduto nel Lazio".
E invece, un eventuale ricorrente contro la graduatoria, altri non è
che un diversamente abile, disoccupato, e che nella migliore delle ipotesi
percepisce un assegno di circa 220 euro al mese. "Insomma, un povero
cristo - incalza Sannino - dei cui diritti l'Amministrazione provinciale
si sta facendo beffe. L'Anida Onlus aveva già segnalato in anticipo
tutte le carenze della graduatoria della Provincia, che applica poco e male
la legge 68/1999, entrata in vigore nel gennaio 2000. La Provincia, infatti,
ha sempre dimenticato le diagnosi funzionali preventive indicate dalla legge
come unico strumento per individuare le residue capacità lavorative
del diversamente abile".
Oggi, conclude Sannino, arriva la conferma dei timori di due mesi fa: "Nessuno
è in grado di presentare ricorso al Tar contro l'invalidità
dell'intera graduatoria, quindi la Provincia potrà tranquillamente
dichiarare che la graduatoria è valida e andare avanti su una strada
lastricata di demagogia. Nel frattempo, l'errata applicazione della legge
impedisce di trasformare tanti diversamente abili da assistiti a forza produttiva
per l'intero Paese".