COMUNICATO STAMPA del 09 giugno 2006
La Campania "dimentica" di incassare i soldi
dei
diversamente abili,
Enti e aziende
sotto
la
lente degli
ispettori
del ministero del Lavoro
Il presidente Anida Sannino: "Lo Stato ripartisce 30 milioni per il diritto
al lavoro ma Regione e Province non chiedono la loro quota".
Esiste un Fondo nazionale per il Diritto al Lavoro dei Disabili che vale almeno 30 milioni di euro l'anno, ma la Regione Campania e le cinque Province da due anni "dimenticano" di chiedere la loro parte. Questa allarmante situazione è stata chiarita ieri a una delegazione dell'Anida Onlus ricevuta ieri al ministero del Lavoro. Nel corso dell'incontro, inoltre, l'Anida ha anche appreso che a breve saranno inviati in Campania i nuovi 800 ispettori assunti dal ministero del Lavoro per accertare quali Enti ed Aziende hanno rispettato l'obbligo di assumere i diversamente abili.
La delegazione dell'Anida Onlus, composta dal presidente Giuseppe Sannino, e da due componenti del consiglio direttivo, l'avvocato Ernesto Freda e Ciro Zarlengo, si è incontrata con il senatore Giovanni Battafarano, a suo tempo relatore della legge 68/99 e attuale caposegreteria del ministro del Lavoro Cesare Damiano .
"E' scandaloso che in Campania non arrivi nemmeno un euro, mentre ci sono così tanti soldi destinati a sostenere le varie iniziative di avviamento al lavoro dei diversamente abili, dichiara a seguito dell'incontro il presidente dell'Anida onlus Giuseppe Sannino.
E soprattutto cade l'alibi dietro cui si trincera la Regione guidata da Antonio Bassolino.
"Nemmeno una settimana fa - ricorda Sannino - siamo stati ricevuti dallo staff del Governatore e la dottoressa Michela Del Principe, dell'Osservatorio regionale del Mercato del Lavoro, ha attribuito ogni colpa al precedente Governo, poco "amico" del Centro sinistra campano.
Ora, invece, il ministero chiarisce come stanno veramente le cose".
L'articolo 13 della legge 68/99, quella che disciplina l'avviamento al lavoro dei diversamente abili, istituisce anche un apposito fondo annuale, da ripartire tra le Regioni per finanziare le agevolazioni alle assunzioni dei diversamente abili. Per accedere a questo fondo, che dai 40 miliardi di lire del 1999 è ormai arrivato a 30 - 35 milioni di euro l'anno, le Regioni devono fornire al ministero una relazione di tutte le attività svolte. Ebbene, hanno spiegato alla delegazione Anida, da almeno due anni la Regione Campania non manda il sia pur minimo pezzo di carta.
Nel frattempo, il ministero ha deciso di prendere l'iniziativa e di avviare i controlli a tappeto sulle assunzioni dei diversamente abili in Campania.
Tutti gli enti economici e le aziende pubbliche e private con oltre 15 dipendenti sono obbligati ad assumere almeno un diversamente abile.
Oltre i 50 dipendenti, addirittura, i diversamente abili devono essere almeno il 7 per cento della forza lavoro. In caso contrario, scattano pesanti sanzioni, pari a 60 euro al giorno per ogni disabile non assunto. Altre sanzioni scattano per chi è in regola ma dimentica di comunicarlo al Collocamento provinciale obbligatorio.
Per le ispezioni, che saranno effettuate azienda per azienda, il ministero spedirà in Campania e nelle altre regioni gli 800 ispettori appena assunti a questo scopo.
"Se pensiamo che solo in Provincia di Napoli esistono ben 260 mila aziende - calcola Sannino - e ipotizziamo che almeno 50 mila aziende obbligate non hanno effettuato almeno una assunzione, due sono i casi: o tutti i diversamente abili trovano lavoro, o si incassano milioni di euro per alleviare il loro disagio sociale!".