COMUNICATO STAMPA del 15 luglio 2006
GABRIELE SBAGLIA ANCORA: ORA
INTERVENGA IL CONSIGLIO REGIONALE
Diversamente abili, il presidente dell'Anida Sannino chiede un incontro con i capigruppo.
"Non possiamo restare inerti di fronte alla superficialità con cui l'assessore regionale al Lavoro Corrado Gabriele tratta i diritti dei diversamente abili e i ritardi con cui la Regione e le Province stanno applicando la legge 68/99 sul collocamento mirato.
Per questo, nei giorni scorsi l'Anida Onlus ha chiesto un incontro urgente con tutti i capigruppo regionali, nell'auspicio che le forze politiche inizino a dare risposte concrete ai tanti diversamente abili, che ogni giorno si vedono calpestare i loro sacro-santi diritti, che non sono solo quello dell'inserimento lavorativo.
A parlare è il presidente dell'Anida Onlus, Giuseppe Sannino, che lo scorso 11 luglio ha incontrato anche i più stretti collaboratori del presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino.
Lo scorso 28 giugno nel question time del Consiglio regionale, l'assessore Gabriele risponde a una interrogazione che il capogruppo Udeur Fernando Errico ha scritto proprio ispirandosi alle denunce e agli interventi dei vertici dell'Anida.
Gabriele, che parla anche a nome del suo collega alla Sanità Angelo Montemarano, lascia del tutto insoddisfatti i diversamente abili della Campania.
"Si arriva all'assurdo - spiega il presidente dell'Anida Sannino - quando l'assessore scrive perfino che i diversamente abili si iscrivono al collocamento obbligatorio solo per ottenere il sussidio.
Come se 200, 250 euro al mese fossero sufficienti a vivere!".
E' ormai un anno e mezzo che l'Anida denuncia i ritardi, gli errori, le incapacità degli organi regionali e provinciali competenti su questa delicata materia.
Uno dei fatti finiti nel mirino dell'Anida è rappresentato dalle oltre 5 mila assunzioni effettuate dal 2000 ad oggi nella provincia di Napoli, dove gli iscritti al collocamento mirato sono circa 40 mila diversamente abili.
L'Anida sostiene che quelle assunzioni sono illegittime perché prive della diagnosi funzionale preventiva prevista dalla legge.
Lo stesso assessore Gabriele ammette che almeno mille di tali assunzioni sono effettivamente prive di diagnosi preventiva, sanata poi con accertamenti svolti subito prima dell'assunzione. E ciò in nome di una emergenza che imporrebbe, di fatto, di violare la legge.
"Si tratta di dichiarazioni inaccettabili - spiega ancora Sannino - e che per giunta non poggiano nemmeno su fatti veri.
Se si applica seriamente la legge 68/99, da un lato si sottopongono tutti i diversamente abili a diagnosi funzionale preventiva, e dall'altro si controllano tutte le aziende della provincia che non hanno ancora effettuato le assunzioni obbligatorie di diversamente abili.
In questo modo, uscirebbero non mille, non cinquemila, ma almeno venti o trentamila assunzioni.
Inoltre, la diagnosi funzionale preventiva permette di accertare le reali capacità lavorative del diversamente abile, per cui daremmo a ciascuno il lavoro che può effettivamente svolgere, e spenderemmo meno soldi per i sussidi.
Inoltre, rimarrebbero a carico della collettività solo quei pochi diversamente abili veramente incollocabili, per i quali sarebbero disponibili molti più fondi per l'assistenza di cui hanno veramente bisogno.
Di fronte a queste dichiarazioni ufficiali dell'assessore, l'Anida chiede ora un pronto intervento dei capigruppo regionali, affinché prestino finalmente attenzione a un problema che investe la dignità dei diversamente abili.
Anche perché una eventuale manifestazione di diversamente davanti alla sede del Consiglio Regionale, con questo caldo, coprirebbe di vergogna i vertici delle istituzioni.